La libertà non è scontata. La mia vita dopo la prigione di Teheran
La sua vita è cambiata radicalmente due volte. La prima volta quando decise di lasciare un posto di lavoro ben pagato per cominciare a viaggiare in giro per il mondo, zaino in spalla. La seconda quando nell’autunno del 2022 viene arrestata in Iran accusata di aver partecipato alle proteste per la morte di Mahsa Amini, uccisa dalla polizia religiosa per essersi tolta il velo. Alessia Piperno viene così incarcerata nella prigione di massima sicurezza di Evin, insieme ad attiviste femministe, militanti pacifisti e dissidenti politici pro democrazia. Giovane viaggiatrice italiana. Ha 30 anni e ha trascorso gli ultimi 7 a girare il mondo in solitaria. Il 28 settembre 2022 si trova in Iran quando viene accusata di aver preso parte alle proteste scatenate dalla morte della giovane Mahsa Amini. Finisce così nella cella di un carcere iraniano insieme a prigionieri politici e altre giovani dissidenti che avevano protestato contro l’obbligo del velo e gli abusi da parte del regime. Alla fine di questa prigionia, durata 2 mesi, pubblica il suo diario di viaggio. Il libro si intitola “Azadì!”, parola che in persiano simboleggia la libertà e le lotte per l’emancipazione.