Smettila di andare di fretta:riscoprire la lentezza per capire la città
In un mondo ossessionato dalla fretta e dall’ottimizzazione del tempo, ci viene proposta una vera e propria rivoluzione: quella della lentezza. Camminare con calma, come il flâneur descritto da Walter Benjamin, significa imparare a leggere gli “strati” nascosti della città, scoprire storie e segreti celati nelle tracce di un’alluvione o lungo un lungomare. È così che si passa dall’essere semplici turisti a diventare viaggiatori nella propria città, riscoprendo il valore di “perdere tempo” come chiave per una conoscenza profonda dello spazio che abitiamo.
Questa riflessione è anche una potente rivendicazione del “diritto alla città” di Henri Lefebvre e dell’uguaglianza sostanziale sancita dalla Costituzione, che riconosce la diversità di tutti i suoi abitanti, i cosiddetti “gatti ostinati” di Calvino. Solo co-progettando lo spazio partendo da queste differenze possiamo trasformarci e conoscere davvero la nostra quotidianità. Strati e identità delle città che si sovrappongono: ce ne parlerà Letizia Carrera, docente di Sociologia del territorio dell’Università di Taranto e coordinatrice del Laboratorio Urbalab, dove si occupa di analisi e trasformazione sociale degli spazi urbani.
Autrice di volumi e articoli scientifici, concentra la sua ricerca sui processi di invecchiamento, sull’urbanistica in un’ottica di genere e sulle pratiche partecipative nelle città, promuovendo anche percorsi di progettazione condivisa con le comunità locali e il coinvolgimento attivo dei cittadini.
Coordina il laboratorio urbano “Women’s Wise Walkshops”, progetto di esplorazione collettiva dello spazio pubblico, mettendo al centro l’esperienza delle donne nella città, tra sicurezza, cura e accessibilità.